Teatro di Rifredi

PUPI E FRESEDDE - TEATRO DI RIFREDI

OCCIDENTE

preceduto da
PER TUTTA LA MIA VITA HO FATTO SOLO COSE CHE NON SAPEVO FARE

testi di Rémi De Vos letti da Serra Yilmaz e Ciro Masella

traduzione e mise en espace di Angelo Savelli

Lo spettacolo

Una serata dedicata al drammaturgo francese Rémi De Vos, uno dei più interessanti autori della nuova scena europea, di cui nella scorsa stagione abbiamo tradotto e portato in scena, per la prima volta in Italia e con grande plauso, il delirante "Alpenstock" (che ripresenteremo ad aprile). Affondando le mani nella contemporaneità, De Vos ha scritto testi scottanti sul declino dell'Occidente, sui problemi del lavoro, sulla violenza razzista e omofobica e sulla disgregazione della coppia. Ma questi temi sociali e politici sono da lui passati al setaccio dell'umorismo e del grottesco, rivelando l'assurdità delle ideologie dominanti. Il nostro omaggio consiste nella lettura drammatizzata di due sue eccellenti opere mai rappresentate da noi e appositamente tradotte per l'occasione.

"Occidente" è una pièce nera, una grottesca danza macabra che mette in scena una coppia mostruosa e comica. Lei lo aspetta a casa. Lui come ogni sera rientra ubriaco e gli propina il racconto delle sue mediocri serate passate in bar d'infimo ordine dove fraternizza, con equanime indifferenza, con proletari arabi e jugoslavi razzisti. In realtà ogni racconto non è che il pretesto per attacare lite con lei e sommergerla di insulti, dando il via a un rituale che per quanto volgare e violento, porta in sé i segni estremi di una storia d'amore che non c'è più. Occidente: la terra dove tramonta il sole e dove anche la passione e i valori umani declinano nella notte.

"Per tutta la mia vita" è la storia di un uomo che beve tranquillamente una birra in un bar e viene aggredito, verbalmente ma con inaudita violenza, da uno sconosciuto. Una storia raccontata alla rovescia dalla vittima stessa, bloccato con le spalle contro un muro; un vertiginoso fiume di parole, ultimo argine alla violenza bestiale del branco omofobo; un'illusoria richiesta di "umanità" attraverso cui l'uomo sbobina, avanti e indietro, il nastro della propria vita per comprendere e far comprendere ai suoi aguzzini come sia stato possibile arrivare a un esito così fatale.

 

E' evidente l'impegno che il Centro di Produzione Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi prodiga al sostegno della nuova drammaturgia contemporanea, non solo ospitando artisti di pregnante attualità - e questa stagione ne è piena - ma anche facendo conoscere, attraverso le proprie produzioni, nuovi autori e opere inedite di livello internazionale. Citando solo i casi più recenti: la turca Elif Shafak, il belga Eric-Emmauel Schmitt, il francese Remi De Vos, i giovani italiani Emanuele Aldrovandi e Andrea Falcone e, grande novità di quest'anno, il catalano Josè Maria Mirò. In questo contesto ci piace segnalare anche il sostegno produttivo al nuovo lavoro di Giuliano Scarpinato, il brillante autore di "Fa’afafine", lo spettacolo che l'anno scorso ha ottenuto a Rifredi un esito trionfale. Il suo "Se non sporca il pavimento", ispirato all'orrendo fatto di cronaca nera dell’assassinio dell'insegnante 49enne strangolata dall’ex allievo e dal suo amante, in attesa di essere successivamente presentato a Rifredi, ha debuttato quest'anno nella prestigiosa cornice del festival "Roma-Europa".

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