Teatro di Rifredi

Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi

LA BASTARDA DI ISTANBUL

dall'omonimo romanzo di
Elif Shafak
(traduzione di Laura Prandino - Ed. Rizzoli)
riduzione e regia di Angelo Savelli

con Serra Yilmaz
e Valentina Chico
Riccardo Naldini
Monica Bauco
Marcella Ermini
Fiorella Sciarretta
Diletta Oculisti
Elisa Vitiello

video-scenografie di
Giuseppe Ragazzini


costumi Serena Sarti
luci Alfredo Piras
elementi scenici Tuttascena
I diritti d’autore di Elif Shafak sono
gestiti dall’agenzia Curtis Brown

Lo spettacolo

Connubio perfetto quello tra il talento di Serra Yilmaz e la grande tradizione italiana del Teatro Rifredi: hanno conservato tutta la forza narrativa e l’audacia del romanzo di Elif Shafak, mutandone la trama, complessa e affascinante, in una narrazione corale e senza tempo. “La bastarda di Istanbul” non racconta solo le generazioni, i contrasti e il superamento dell’inconciliabilità nella misura perfetta del palcoscenico fiorentino e della splendida regia di Angelo Savelli, ma parla anche della storia del popolo armeno, del mio popolo, e del Medz Yeghern (il Grande Male) che cento anni fa ha visto la morte di un milione e mezzo di armeni. Il pubblico, come me, era emozionato e coinvolto. Pièce consigliata ma soprattutto necessaria, per la comprensione, e quindi per la prevenzione e la riconciliazione.
Sargis Ghazaryan, Ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia

“La Bastarda di Istanbul” è uno spettacolo necessario tratto da un libro altrettanto indispensabile. Un’opera al tempo stesso drammatica e divertente che dà voce non solo agli sconfitti, a quella parte del popolo armeno che esattamente cento anni fa fu vittima di un disumano sterminio, ma anche a quella parte della società turca costretta a vivere nella rimozione di antiche colpe siano esse storiche che familiari. Poco più di due ore, per uno spettacolo che scorre senza intoppi e che nell’ultima mezz’ora riesce a rapire lo spettatore grazie a una tensione scenica palpabile e ammaliante.
Martina Di Marcoberardino – Persinsala

ll pregio di questo lavoro non si esaurisce nel rendere noti alcuni aspetti della cultura turca e nel riportare all’attenzione mondiale anche la questione armena. Gli elementi sociologici e antropologici che si riscontrano nel romanzo – e fedelmente riproposti dallo spettacolo – hanno un valore più universale... risulta vincente anche la trovata di Angelo Savelli di avvalersi del supporto del visual artist Giuseppe Ragazzini, il quale crea spazi virtuali con le sue divertenti ed espressive video-scenografie. Ecco il nuovo fiore all’occhiello del Teatro di Rifredi.
Mariagiovanna Grifi – Corriere Spettacolo.it

L’evento della scorsa stagione ritorna a Rifredi a furor di popolo dopo 12 repliche di tutto “stra-esaurito”.

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