Teatro di Rifredi

Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi

IL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE

di Josep Maria Miró
traduzione e regia Angelo Savelli
con Giulio Maria Corso, Monica Bauco
Riccardo Naldini, Samuele Picchi
scene Federico Biancalani  - luci Alfredo Piras

Lo spettacolo

JOSEP MARIA MIRÓ, UNO DEGLI AUTORI CATALANI PIù RAPPRESENTATI E PREMIATI AL MONDO (PREMIO MAX MIGLIOR DRAMMATURGIA 2019), UN’ALTRA SCOMMESSA VINTA DAL TEATRO DI RIFREDI.


La vicenda de "Il principio di Archimede" si svolge tutta nello spogliatoio degli istruttori di nuoto di una piscina. I personaggi sono quattro: Jordi, giovane istruttore dal temperamento estroverso e amato dai ragazzini per la sua giovialità; Hector, collega di Jordi dal carattere più riservato e conformista; Anna, direttrice della piscina, competente e severa, segnata dalla precoce perdita del figlio; David, padre di uno dei ragazzini che frequentano i corsi, energico e autoritario, ossessionato dai tanti pericoli in cui può incorrere il figlio. Durante un allenamento Jordi dà un bacio a uno dei bambini che si è messo a piangere per paura dell'acqua. Questo gesto provoca le perplessità di alcuni genitori, già turbati da un caso di pedofilia verificatosi in una vicina ludoteca.
Si innesca così una spirale di diffidenza che fa venire alla luce un contesto di pregiudizi e paure che porteranno dal sospetto alla psicosi collettiva, dall'indiscrezione alla crocefissione mediatica. Scritto con nerbo e senza retorica questo testo, che apparentemente sembra parlare di un caso di pedofilia, ci parla in realtà della paura, dell’educazione, delle relazioni sociali, del tipo di società in cui vogliamo vivere.
Nel susseguirsi delle scene che non hanno un ordine cronologico, andando avanti ed indietro nella vicenda, forse non sapremo mai la verità, starà allo spettatore farsi un’idea dell’accaduto.

La regia di Angelo Savelli - quant’altre mai illuminata e illuminante ha il merito di tradurre i dilemmi etici del testo di Miró in uno spettacolo nello stesso tempo severo, agile e, a tratti, persino divertente.
Enrico Fiore – Controscena.net

Sta ad ogni spettatore farsi il proprio "montaggio" cinematografico dello scorrere e precipitare degli eventi. Che non è un semplice fatto cronologico, ma reazione partecipata a uno spettacolo che parla insieme al cuore e alla ragione.
Gianfranco Capitta – Il manifesto

Savelli restituisce tutta la drammaticità del testo con uno spettacolo asciutto, rigoroso, esemplare. Il taglio cinematografico della recitazione rende il gorgo del testo ancora più impetuoso e implacabile.
Fulvio Paloscia – La Repubblica di Firenze

Notevoli le interpretazioni: un impeccabilmente equivoco e torbido Giulio Maria Corso, l’atletico Samuele Picchi, una Monica Bauco perfetta, degna davvero di creazioni sceniche importanti e Riccardo Naldini, che rende bene il suo essere trascinato e manovrato da forze più grandi di lui.
Renzo Francabandera - Paneacqua Culture.net

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