Teatro di Rifredi

Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi

ALPENSTOCK

di Rémi De Vos
traduzione Antonella Questa
regia di Angelo Savelli

con Antonella Questa, Ciro Masella e Fulvio Cauteruccio

costumi Serena Sarti
scene Tuttascena
luci Henry Banzi

Lo spettacolo

"Alpenstock" è uno spettacolo al tempo stesso scioccante ed esilarante su di un tema di bruciante attualità: la psicosi dell'invasione degli stranieri. La "vecchia Europa" vi è rappresentata da una tranquilla coppia di una qualche amena località alpina che sente crescere, nel rassicurante tran tran della loro vita quotidiana, il virus dell'insoddisfazione e dell'incertezza del futuro. Niente di più naturale che rifugiarsi nell'esaltazione della propria identità culturale e sentimentale. Ma l'irruzione, ineluttabile e inarrestabile, di Yosip, lo straniero, travolgerà il menage familiare spingendolo verso esiti paradossali.


Interessante il fatto che si possa ridere, ora, proprio in questo presente, di ciò che ci fa più paura e che ci destabilizza, l'incertezza di fronte all'inevitabile fatto che le cose cambiano, perchè stanno cambiando. Rémi De Vos ci insegna a farlo attraverso un'autoanalisi, condotta con ironia e fatta in modo leggero ma non superficiale.
Irene Floridi – Teatrionline

Si ride con "Alpenstock" ma si esce pervasi da qualche brivido, se dalle caricature viste sulla scena si passa alla vita reale e alla cronaca dei nostri giorni. Dunque gran plauso a Savelli e al Teatro di Rifredi che hanno portato in Italia uno dei drammaturghi più innovativi della scena francese; un autore dal respiro europeo assolutamente al centro della nostra riflessione contemporanea.
Michele Morrocchi – Cultura commestibile

Una terna attoriale di spessore: un poliedrico e affidabilissimo Ciro Masella, stavolta marito/padrone disinibito, retoricamente audace, ma impeccabilmente amorale; una sarcastica Antonella Questa costretta, causa sopravvicenza organica e umorale, ad aggirare l'ostacolo ossessivo del consorte concedendosi al nemico visitatore e un meraviglioso zingaro, Fulvio Cauteruccio, che tinteggia umoristicamente e fisicamente il proprio detestabile ruolo.
Luigi Scardigli – Meglio meno

Il caricaturale è ben espresso anche dalla regia spigliata, fresca e moderna di Angelo Savelli che usando colori psichedelici – il verde Lega acido intorno all'abitazione, il bianco candido lattiginoso dell'interno, il profondo Rosso sui corpi in quello scalino che potrebbe essere un ipotetico fossato di un castello medioevale – regala un tocco di favola contemporanea al gioco teatrale del trio. Il finale sorprende con tocchi  sorrentiniani".
Tommaso Chimenti - Recensito

Testo politico senza filtri, una favola nera che schiaffeggia lo spettatore con personaggi completamente caricaturali e grotteschi, Sbang, Crash, Boing. La scena è essenziale, bianca e ci sorprende sul finale ribaltandosi come un libro pop.up che immerge i protagonisti nella ridente natura di cartapesta che si sono creati.
Alice Capozza - Gufetto

Quest'opera, iscrivibile a un genere drammaturgico singolare che sembra "pulp" ma si rivela palpitante, grandguignolesca ma a tratti anche poetica e con una valenza pefino catartica, inquietante ma altrettanto spudoratamente farsesca, insomma questa sorta di "comica noir" è stata portata in scena da Pupi e Fresedde, la vivace produzione che non difetta certo di audacia e attenzione alle novità di qualità.
Michele Sciancalepore - Avvenire

isti-francese.png

Contenuti