Teatro di Rifredi

Scienza e Teatro

Il progetto

Caratteristiche del progetto

Il progetto “Scienza e Teatro” continua e, per certi versi, innova l’ormai consolidata attività progettuale del Teatro Stabile d’Innovazione Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi di Firenze, concretizzatasi in questi anni soprattutto attraverso tematiche storiche, letterarie e formative, come nel caso degli apprezzatissimi progetti “Teatro e Letteratura”, “Teatro ed Educazione” e “Teatro ed Impegno Civile”.

Il progetto “Scienza e Teatro”, servendosi degli strumenti della rappresentazione teatrale, della contaminazione e dell’interferenza, intende contribuire ad abbattere la dannosa divisione tra discipline umanistiche e discipline scientifiche, rendendoci più familiare il sapere scientifico; sapere che si è fatto oggi talmente complesso e specializzato da produrre una sorta di rinuncia alla sua comprensione da parte della gran massa dei cittadini, i quali si limitano, per il proprio benessere individuale, ad usufruire “a scatola chiusa” dei suoi prodotti finali, affidando poi invece le proprie aspettative di conoscenza del mondo a pratiche e derive sconfinanti nell’incultura, nell’irrazionale e nella superstizione.

Il teatro - spazio d’incontro di linguaggi complessi: letterari, verbali, fisici, iconici, musicali, ecc. - può dare un suo importante e specifico contributo a tentare di far dialogare questi due mondi solo apparentemente distanti. Ma per far questo occorre contrastare quell’inveterata tendenza per cui tanti uomini di teatro e di cultura stentano ad assimilare nel loro lavoro le nuove prospettive aperte dalle conquiste della scienza ed a tradurle in immagini e visioni del mondo, come se poesia, musica, letteratura vivessero in un universo privilegiato, caldo e fantasioso, parallelo a quello reale, freddo e raziocinante.

Il progetto “Scienza e Teatro” si propone dunque concretamente di promuovere e sollecitare, per quanto è nelle sue possibilità, tutte le occasioni di scambio tra artisti e scienziati, tra produzioni artistiche e istanze scientifiche, nella prospettiva della diffusione di una mentalità laica, curiosa, critica e ragionevole, nel contesto di una rinnovata dimensione umanistica della nostra società contemporanea.

Collaborazioni e consulenze

Nello spirito dell‘integrazione tra le due discipline, caratteristico di questo progetto, la compagnia ha da subito ricercato, per le proprie iniziative teatrali, la consulenza di studiosi ed istituzioni del mondo scientifico fiorentino e nazionale. mettendo in campo alcune prestigiose collaborazioni, come quelle con: Enrico Giusti, professore di Storia della Matematica presso l’Università di Firenze e Presidente del Museo per la Matematica; Mario Poli, professore di Fisica all’Università di Firenze; Silvana Barbacci, docente al Master in Comunicazione della Scienza al Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste; Claudio Pogliano, professore di Storia del Pensiero Scientifico presso l’Università di Pisa; il Museo di Storia della Scienza di Firenze.

Spettacoli

L’attività spettacolare è iniziata nel 2004 prendendo di petto ed esorcizzando i due stereotipi (giustamente invisi ai rappresentanti del mondo scientifico) con cui il teatro, la letteratura, il cinema e perfino i fumetti ci hanno, fino ad oggi, abituato a vedere i problemi legati alla scienza: la responsabilità etica dello scienziato e la scienza come generatrice d’incubi.

A tal fine sono stati appositamente prodotti due spettacoli stilisticamente diversi ma per molti versi complementari: il primo dedicato alla figura storica del grande scienziato Galileo Galilei e alla fondazione dello statuto dello scienziato moderno (didatticamente esemplare per l’unione di tematiche umanistiche, scientifiche e teatrali) e il secondo alla figura fittizia del sulfureo Dottor Faust e alle inquietudini della manipolazione genetica (particolarmente gradito ai giovani per i suoi risvolti fantascientifici, da Frankestein e Blad Runner).

Dopo queste due impegnative produzioni, il progetto si è sviluppato con alcune proposte più leggere e curiose, dal carattere più sperimentale ma non meno scientificamente fondato e teatralmente incisivo.
Come la lettura scenica del romanzo “Zio Petros e la congettura di Goldbach”, bizzarro ma veritiero apologo sui rovelli della matematica scaturito dalla fantasia e dall’esperienza dello scrittore/matematico greco Apostolos Doxiadis; o “Dio non gioca a dadi” omaggio ad Albert Einstein in occasione dell’Anno Mondiale della Fisica, realizzato grazie alla partecipazione dei due fratelli Poli (il professor Mario e l’attrice Lucia); o “La matematica in cucina” divertente azione teatrale, in bilico tra il culinario e lo scientifico, ispirata al libro di Enrico Giusti

Prospettive

Nell’immaginare un’auspicabile futura continuazione del nostro progetto - sperando prima o poi d’incrociare, in maniera creativa e innovativa, un grande capolavoro della divulgazione scientifica e dell’arte poetica quale il “De rerum natura” di Lucrezio – ci sentiamo mossi, nelle nostre frequentazioni e ricerche d’interferenze, da due linee guida. La prima: quella di comunicare, al di la dei contenuti specifici delle singole opere di volta in volta affrontate, la natura più intima e schietta della scienza: quell’incoercibile “piacere di scoprire”, saldamente legato alla “necessità di sperimentare”, che dovrebbe insegnare a tutti il sano gusto del dubbio contro ogni pericoloso manicheismo e fondamentalismo.
La seconda: quella di esplorare o incentivare quei settori della creazione teatrale in cui le strutture scientifiche, matematiche, logiche, fisiche, entrino nell’architettura stessa dello spettacolo e la configurino secondo modelli originali. Dunque: la scienza non solo come contenuto ma anche come forma dell’evento teatrale.

Gli spettacoli del progetto